martedì 31 luglio 2007

...anche Antonioni

Un giorno un po' triste per il cinema ma poi penso che Antonioni non avrebbe più girato film dopo la sua malattia e tutto sommato il cinema non perde niente (anzi, ci guadagna visti i "suoi" ultimi film).
Sta di fatto che due grandi registi che amo sono morti lo stesso giorno. E allora sarà il tempo delle rassegne sulla rai e forse delle retrospettive nei cineforum.

lunedì 30 luglio 2007

Ingmar Bergman

Di post celebrativi ce ne saranno a centinaia, spero. Ma oggi è morto Ingmar Bergman e io mi sento un pochino più triste anche se so che non avrebbe più fatto film per il cinema. Con Bergman il mio ateismo è diventato così definitivo e radicale, senza sconfinare in un agnosticismo indifferente. Nella maggior parte dei suoi film è presente quell'eterna ricerca verso il senso della vita che si risolve spesso nell'abbandono di ogni religione (se presente) e nel rifiuto dell'altrove. E' stato un regista sensibile - poneva attenzione alle cose che si possono esperire coi sensi (vedi Monica e il desiderio). Ma allo stesso tempo non ha mai rinunciato all'affannosa ricerca di un dio che sapeva bene non esistere. Per fortuna sono rimasti i suoi film, così tanto veri e tristi da non permettere neanche a lui di rivederli...

domenica 29 luglio 2007

Un giorno questo dolore ti sarà utile

Oggi ho iniziato (e finito) un libro molto bello che mi ha prestato Azzurra. Il titolo è "Un giorno questo dolore ti sarà utile" e l'autore è Peter Cameron. E' un romanzo di formazione su un ragazzo 18enne che odia i suoi coetanei e non vuole iscriversi all'università perchè li troverà i suoi simili. Metto qui due passaggi sperando di invogliarvi a leggerlo.

"A un certo punto mi ricordo di essermi chiesto (sul serio) se non fossi geneticamente modificato, se non avessi una minuscola alterazione del DNA che mi separava appena appena ma in modo fondamentale dalla mia specie, un po' come i muli che possono accoppiarsi con gli asini ma non con i cavalli (mi pare). Sembrava che tutti fossero in grado di accoppiarsi, di unire le proprie parti in modi piacevoli e fecondi, ma nella mia anatomia e nella mia psiche c'era qualcosa di impercettibilmente diverso che mi divideva in modo irrevocabile dagli altri.
Era una sensazione dolorosa che mi rendeva molto infelice. Mi ha fatto piangere nel bagno degli uomini del Russell Building. E desiderare di non essere vivo."

"[...] la storia della donna scomparsa non mi faceva tristezza affatto, non mi sembrava una cosa tragica lasciare questo mondo senza rumore. Anzi, mi pareva bello morire così, sparire senza lasciar traccia, sprofondare senza disturbare la superficie dell'acqua, senza neppure una bollicina che venga a galla, come filarsela da una festa alla chetichella."

Primo post

Questo è il mio nuovo blog dopo che il vecchio ha chiuso (definitivamente?) i battenti.