domenica 29 luglio 2007

Un giorno questo dolore ti sarà utile

Oggi ho iniziato (e finito) un libro molto bello che mi ha prestato Azzurra. Il titolo è "Un giorno questo dolore ti sarà utile" e l'autore è Peter Cameron. E' un romanzo di formazione su un ragazzo 18enne che odia i suoi coetanei e non vuole iscriversi all'università perchè li troverà i suoi simili. Metto qui due passaggi sperando di invogliarvi a leggerlo.

"A un certo punto mi ricordo di essermi chiesto (sul serio) se non fossi geneticamente modificato, se non avessi una minuscola alterazione del DNA che mi separava appena appena ma in modo fondamentale dalla mia specie, un po' come i muli che possono accoppiarsi con gli asini ma non con i cavalli (mi pare). Sembrava che tutti fossero in grado di accoppiarsi, di unire le proprie parti in modi piacevoli e fecondi, ma nella mia anatomia e nella mia psiche c'era qualcosa di impercettibilmente diverso che mi divideva in modo irrevocabile dagli altri.
Era una sensazione dolorosa che mi rendeva molto infelice. Mi ha fatto piangere nel bagno degli uomini del Russell Building. E desiderare di non essere vivo."

"[...] la storia della donna scomparsa non mi faceva tristezza affatto, non mi sembrava una cosa tragica lasciare questo mondo senza rumore. Anzi, mi pareva bello morire così, sparire senza lasciar traccia, sprofondare senza disturbare la superficie dell'acqua, senza neppure una bollicina che venga a galla, come filarsela da una festa alla chetichella."

12 commenti:

  1. ciao, sono una ragazza di 20 anni e mi chiamo azzurra. Il tuo blog è molto bello, volevo proporti di scriverci anch'io, che ne dici?

    RispondiElimina
  2. Cavolo... sei Splinderdipendente ,curati!!!!!

    I'm Alive!

    Bacetti Polla

    (HP rules)

    RispondiElimina
  3. Mh mh... mi sento spesso come il tizio del libro.

    E (detto fra noi) secondo me la 20enne anonima saprebbe darci molte soddisfazioni letterarie :P


    --

    Aymar

    RispondiElimina
  4. bello, un libro che parla di me... ma un colore più leggibile no, eh? :D

    RispondiElimina
  5. Mi veniva un commento sul grigino timido del testo, ma lascio stare. :P


    uppe

    RispondiElimina
  6. sei un tesoro :) ecco perchè le ventenni vogliono scrivere nel blog con te!

    RispondiElimina
  7. Uhu...Molto bello.

    Allora: il mulo è un incrocio fra un cavallo e un asino, e il tizio non è tenuto a saperlo, ma neppure a portarlo come esempio del contrario. Voglio dire, asino e cavallo, sia detto per i sociologi, sono specie diverse. Una minuscola alterazione del DNA li separa appena.

    Poi, mi piace parecchio quella cosa dello scomparire sott'acqua senza neppure una bollicina. C'è qualche coglione qui in ascolto che si chiama Susanna, e che magari ha scritto un libro di successo? Beh, se c'è si consideri escluso dal commento. Per tutti gli altri, chi, in un contesto sociale, vive e si uccide, solleva un mucchio di bollicine.


    Danilo (se c'erano dubbi)

    RispondiElimina
  8. A me è piaciuta molto l'immagine dell'acqua. Questo perchè mi ricorda quel che dice sempre Bataille a proposito della costruzione sociale del concetto di individualità: lui usa l'immagine di "acqua dentro l'acqua" che contrappone a quella di individuo. Gli individui si credono unici, credono che quando muoiono faranno un gran tuffo e solleveranno un sacco di acqua. In realtà, se vedi la cosa da molto lontano, l'individuo muore senza alzare neanche una bollicina. E così si decostruisce il concetto (borghese) di individualità.

    RispondiElimina
  9. Ma come si contano le bollicine? In base al vuoto che lasciano al mondo o a quello che lasciano a chi gli voleva bene?

    Un saluto a tutti, in particolare alla mia coetanea ventenne!

    Anto

    RispondiElimina
  10. Con tutte queeeeelle... tutte quelle bolliciiiineeee...


    Lobster

    (non avevo niente di intelligente da dire ma non potevo esimermi dal dirlo)

    RispondiElimina
  11. L'ho appena finito di leggere e lo trovato molto gradevole e nel suo sottile umorismo, profondo. Giulia

    RispondiElimina