venerdì 5 ottobre 2007

Giorgio Caproni, Res amissa

Non ne trovo traccia.

......

Venne da me apposta
(di questo sono certo)
per farmene dono.

......

Rivedo nell'abbandono
del giorno l'esile faccia
biancoflautata...

    La manica
in trina...

    La grazia,
così dolce e allemanica
nel porgere...

......
......

    Un vento
d'urto - un'anta
quasi silicea agghiaccia
ora la stanza...

    (E' lama
di coltello?

    Tormento
oltre il vetro ed il legno
- serrato - dell'imposta?)

......
......

Non ne scorgo più segno.
Più traccia.

......
......

    Chiedo
alla morgana...

    Rivedo
esile l'esile faccia
flautoscomparsa...

    Schiude
- remota - l'albeggiante bocca,
ma non parla.

    (Non può
- niente può - dar risposta.)

......
......

Non spero più di trovarla.

......

L'ho troppo gelosamente
(irrecuperabilmente) riposta.

(G. C., Res amissa)

3 commenti:

  1. Sono tornato là

    dove non ero mai stato.

    Nulla di come non fu è mutato.

    -g.caproni-


    mc

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  2. La notte, solo lei, può dirmi cosa fare.

    Oh, povero mio cuore!

    L'anima piange, la marea si alza.


    Baudelaire.

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  3. "Azzu, sul serio..sei tu che mi inibisci a scrivere, cioè non tu azzu capisci? il fatto che tu scriva così tanto. Poi dai diciamolo, è ovvio che se scrivi tui lettori siano gente della tua età, insomma vecchi azzu..se io avessi un blog per conto mio scriverei cose giovani per gente giovane, capisci? Ho bisogno di confrontarmi con i miei coetanei azzu..."

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