domenica 25 novembre 2007

Ieri, mentre mi raccontavano dell'apologo buddista dell'uomo che va in montagna per guardare una partita di scacchi e sta via 20 anni senza neanche rendersene conto, io pensavo che neanche ho idea di cosa siano 20 anni che passano. Pensavo che in quella macchina, sotto la pioggia, non volevo che il tempo passasse  velocemente, che avessi il tempo di registrare discretamente il flusso continuo del tempo per averne poi un oggetto da conservare.

domenica 18 novembre 2007

Otto anni

C'è questa donna che ha 20 anni nel 1939 quando suo marito parte per l'Africa come soldato, lasciandola sola con la bambina di appena 6 mesi. Il marito combatte per qualche anno lontano da casa senza mai tornare e chiede alla moglie di spedirle una fotografia di lei per ricordarla meglio. Lei la spedisce e un po' di tempo dopo lui viene catturato dagli inglesi. Questi, a causa delle poche risorse, lo affidano agli scozzesi e lui comincia a lavorare in Scozia, da prigioniero di guerra, come taglialegna. Lì incontra quest'uomo che fa un ritratto della foto che la moglie gli aveva spedito. Intanto sono passati diversi anni da quando lui è lì. La moglie ha provato a cercarlo tramite la croce bianca internazionale ma senza successo: è dato per disperso. Dopo 8 anni, nel 1947, il marito riesce a tornare in Italia e porta con sé il ritratto. Il primo incontro è traumatico: la donna ha ormai 28 anni, la bambina ne ha già 8. Lo vede da lontano, vede i suoi piedi e capisce dal modo in cui cammina che è lui. E' un uomo invecchiato: ha perso quasi tutti i capelli e lei, nonostante i 28 anni, è ancora molto più giovane rispetto a lui. Ma soprattutto si sente giovane mentre il marito non riesce a pensare a se stesso come a un uomo. Questo è quello che lui le confida nell'intimità. Vorrebbe tornare in guerra, partire nuovamente come volontario in un'altra parte del mondo. La vita civile non fa più per lui, non può più pensare di avere una famiglia. C'è solo il tempo per concepire un'altra figlia e poi lui tornerà in questa specie di sanatorio dove passerà altri mesi della sua vita cercando di riadattarsi alla nuova e inconcepibile sensazione di essere un uomo libero e con delle responsabilità nei confronti di altre persone: una condizione che prima l'esercito e poi la prigionia hanno distrutto.
Lui poi riuscirà in qualche modo a riadattarsi alla vita civile e un po' di anni dopo morirà. Il ritratto intanto è stato regalato, subito dopo il ritorno in patria del marito, al fratello della donna che l'ha portato con sé negli Stati Uniti. Solo l'anno scorso, 60 anni dopo, è tornato in Italia, riportato a casa da una figlia della donna, la vera proprietaria dell'immagine.
E credo che questo sia l'ultimo pezzo della storia.

venerdì 16 novembre 2007

Il tredicesimo mese

Credo che tra aprile e maggio dovrebbe esistere un mese di 40 giorni dove le persone non debbano più mangiare nè bere per forza, così da non spendere soldi, ma potendolo fare, così da poter gustare il cibo e le bevande. Un mese dove nessuno deve lavorare nè fare altro ma solo dormire fino alle 11 e fare colazione alle 12 pranzando alle 13. E poi fare quello che ognuno vuole fare. Dove, poi, giunti all'ultima settimana la gente possa decidere di farlo durare una settimana in più o farlo finire lì, così da non dovere subire l'angoscia della fine. Ovviamente non dovrebbe durare per sempre, altrimenti sarebbe una noia senza fine. Ognuno potrebbe decidere il termine quando vuole. Ma direi che 40 giorni possono essere un buon compromesso.

venerdì 2 novembre 2007

Mi sono accorto che non mi piace darmi da fare quando mi rendo conto che le cose che faccio avranno una fine e dovrò farle nuovamente. Affannarsi per nulla mi sembra un comportamento stupido, da animali. Un'eterna coazione a ripetere che mi fa perdere il senso della mia umanità. Mi piacerebbe diventare famoso e lasciare qualcosa che le persone possano toccare con mano: ultimamente questa è la mia ossessione. Sogno di me e dei miei film, di quando qualcuno uscirà dal cinema e comprerà il dvd e centinaia di persone che vivono le loro vite come io vivo la mia potranno parlare degli oggetti che avrò sparso per il mondo.