lunedì 25 febbraio 2008

La realtà a volte mi sembra più semplice di quella che è. Io vivo per piccoli momenti e mi sembra impossibile svegliarmi ogni giorno e ritrovare tutto da capo, come se niente fosse successo. Sarebbe sufficiente che l'istante si tramutasse in infinito: mi basterebbe questo per rendermi felice, davvero.

giovedì 14 febbraio 2008

Pearl Jam - Better man

waitin', watchin' the clock, it's four o'clock, it's got to stop
tell him, take no more, she practices her speech
as he opens the door, she rolls over...
pretends to sleep as he looks her over
she lies and says she's in love with him, can't find a better man...
she dreams in color, she dreams in red, can't find a better man...
can't find a better man
can't find a better man
ohh...
talkin' to herself, there's no one else who needs to know...
she tells herself, oh...
memories back when she was bold and strong
and waiting for the world to come along...
swears she knew it, now she swears he's gone
she lies and says she's in love with him, can't find a better man...
she dreams in color, she dreams in red, can't find a better man...
she lies and says she still loves him, can't find a better man...
she dreams in color, she dreams in red, can't find a better man...
can't find a better man
can't find a better man
yeah...
she loved him, yeah...she don't want to leave this way
she needs him, yeah...that's why she'll be back again
can't find a better man
can't find a better man
can't find a better man
can't find a better...man...

martedì 12 febbraio 2008

Immagini

I film hanno quei momenti "da film" che li riconosci subito. Sono sempre molto toccanti e drammatici, molto belli. Però passano via subito e ci sono un sacco di sequenze noiose di contorno anche se in generale il film cerca di mantenere un certo interesse. La vita ogni tanto ti riserva uno di quei momenti in cui pensi "oh, cavoli, qui è proprio un film". Ma non un documentario, che è troppo facile farne parte (del resto ho questa idea di un film su una casalinga dove lei non fa altro che stare seduta e guardare il vuoto, pensosa). Intendo proprio uno di quei film dove ci sono i violini o una bella musica pop durante la scena madre.
Nella vita vera poi però passa un po' di tempo e non ci sono le ellissi del montaggio che ti fanno scordare di vivere in una specie di trance da ipnosi. E infine ci sono le parole che cercano di distruggere le cose. Nei film le parole sono la cosa peggiore: un film è un'insieme di immagini in movimento che danno emozioni e sentimenti da soli. La vita vera dovrebbe essere un po' più così, dovrebbe essere meno didascalica e logocentrica. Insomma, meno noiosa. Non ho mica bisogno che qualcuno mi dica che il protagonista sta aprendo la porta se lo vedo da solo quello che fa, no?

mercoledì 6 febbraio 2008

Propp

"Per quale motivo non scrivi più sul blog?" Il motivo non lo so, credo sia la mia repulsione e conseguente reazione agli atti di individualismo estremo delle persone. Oggi sono stato intervistato e mi sono reso conto che mi piace quando si parla di me ma non ho voglia di parlare di me. Ho qualche problema con la mia crisi creativa che si riflette nella mia vita come una crisi indefinita generalizzata. Per la prima volta mi rendo conto che le cose non sono facili, in generale. Devo fare ma non ci riesco. Vorrei guadagnarmi da vivere ("earning a living" o "making a living", come un film di Chaplin) ma non credo di riuscire a farlo facendo quello che mi piace. E del resto non so neanche io cosa mi piace.
Ci sono delle cose, delle persone e delle sensazioni che mi ricordano di essere vivo. Stamattina, appena uscito dalla stazione di Bolzano, ho visto l'insegna luminosa del parcheggio e sentivo le persone intorno a me parlare in tedesco e mi sono sentito vivo. Ho pensato a *** e ai suoi viaggi in Germania e ho creduto che forse fare film abbia un senso. Poi leggo cose su internet e vedo film e penso che fare film non ha più un senso, come tutto il resto.
Per fare film bisogna narrare qualcosa e io vorrei raccontare delle storie ma non sono mai stato bravo a inventare fiabe. Baro quando gioco a carte, baravo anche con le carte di Propp alle scuole medie. Non so distinguere il bene dal male, il giusto da ciò che è sbagliato e mi sembra tutto confuso. Forse da una parte è un bel modo di affrontare la vita, non ti fa odiare proprio tutti. Dall'altra è una fregatura.