domenica 27 luglio 2008

Eau dans l'eau

Herzog l'ha fatto nei suoi documentari: Grizzly man e Il diamante bianco. Ha descritto degli uomini borghesi che cercavano di sfuggire dalla loro condizione sociale ma che fallivano miseramente perchè borghesi si nasce e si muore, a causa della socializzazione forzata.
Invece Sean Penn - piccolo democratico del cazzo - ha tentato di fare di un uomo borghese un santo, un agiografia da quattro soldi con il suo Into the wild.
E allora mi sono letto Into thin air (Aria sottile) di Jon Krakauer che parla della sua scalata sull'Everest e delle scalate su questa vetta che va oltre gli 8800 metri da parte di persone che possono pagarsi gli oltre 60.000 dollari per il permesso di scalarla. E questo libro parla della morte di molte persone, incapaci di poter affrontare la natura, che si erano dimenticate che non bastano i soldi per eliminare dal proprio orizzonte degli eventi la morte, come facciamo noi ogni giorno. E invece l'Everest è una vetta che esige uno sforzo notevole, una condizione naturale che ci ricorda che noi siamo esseri animali prima che sociali. A prescindere dai soldi, dalla nostra classe sociale che ci fa sentire onnipotenti, incapaci di recepire la morte come condizione finale della nostra vita.
Herzog contro Penn: vince il primo, di netto. Il mito del buon selvaggio è morto con Thoreau. Non c'è più nulla di romantico nel voler abbandonare la propria classe di appartenenza. C'è solo una cieca ideologia che pretende di essere progressista o, addirittura, rivoluzionaria, quando non è altro che pura conservazione dello status quo.

3 commenti:

  1. ..ma invece che della solita borghesia, vogliamo parlare un po' della categoria degli intellettuali? no, non coincidono, sono una caso particolare (trova le differenze)

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  2. secondo me gli uomini si ricordano benissimo di dover morire. solo, sperano sempre che ciò possa accadere il più tardi possibile.

    (dal canto mio, spero di diventare cieca del tutto il più tardi possibile, ma te con sto font cavaocchi non mi aiuti)

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  3. Questo post è veramente interessante. A me il film di Sean Penn è piaciuto molto, ma tu mi fai guardare le scelte del protagonista sotto un'altra ottica.

    Il desiderio di lasciarci alle spalle tutto quello che abbiamo e di fonderci con la Natura è puramente borghese... in effetti è vero, hai ragione.

    A qualcuno che non fosse un borghese non verrebbe neppure in mente di concepire un'idea simile.

    Solo un borghese può soffrire di un malessere tale da spingerlo a misurarsi con i suoi limiti e ad uscirne probabilmente e prevedibilmente sconfitto.

    Interessante davvero, complimenti.

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