lunedì 11 giugno 2012

"Una terrificante possibilità si presentò alla sua mente: le nostre vite non sono nostre, altri le posseggono, i nostri genitori. Le nostre vite sono definite da voglie, capricci, crudeltà di altri. La rete genetica, i legami di sangue. La più antica maledizione, più antica di Dio. Sono amato? Sono desiderato? Chi mi vorrà, se non mi vogliono i miei genitori?"

lunedì 4 giugno 2012

"Corinne si chiedeva se in tutte le famiglie di una certa dimensione e un certo peso ci fosse chi, a prescindere dall'età, sapeva, e chi tirava avanti ignaro, felice, perché non sapeva. Il celeste benessere dei secondi dipende dalla complicità dei primi; ma se la complicità va in frantumi?"

domenica 3 giugno 2012

"I ricordi si appannano, ecco il punto. Se la memoria non si appannasse non avremmo il coraggio idiota di fare, e rifare, e rifare le cose che ci straziano."
Joyce Carol Oates - Una famiglia americana

mercoledì 7 marzo 2012

Ti sento parlare e mi sembra di essere con te in sala di montaggio mentre ti emozioni per un'inquadratura: il lento movimento di macchina, i cadaveri che si scoprono, il senso che oltrepassa la rappresentazione. Forse è questo il motivo per cui preferisco posticipare il giorno in cui girerò di nuovo.

martedì 6 marzo 2012

Guardo il cielo, chiudo gli occhi e vedo nel buio le forme delle nuvole. Riapro gli occhi e vedo decine di mosche volarmi a fianco: sono i miei pensieri?

domenica 4 marzo 2012

Sento la febbre nello stomaco, sulle braccia. Forse è questa la condizione di chi è imprigionato. Torna qui: non sbaglierò ancora.

martedì 28 febbraio 2012

mercoledì 25 gennaio 2012

Drive

Guidare un'auto per non parlare dei propri sentimenti, è questo il senso di "Drive" di Nicolas Winding Refn. Le sequenze più agghiaccianti non sono quelle con le forchette negli occhi, le vene tranciate da rasoi affilati, pallottole piantate in fronte o teste schiacciate a calci: quelle che colpiscono di più sono le inquadrature fisse, lunghe anche una trentina di secondi, sul volto immobile del protagonista segnato da un tormento inesprimibile a parole.
Io ho quasi trent'anni e non ho la patente.

lunedì 9 gennaio 2012

Futuro

Com'è possibile arrivare a trent'anni e non accorgersene? Mi piacerebbe avere la memoria delle persone e ricordare le cose per come si sono svolte e i discorsi come battute su un testo. Invece arranco nel dare un senso al mio presente guardando un passato sfocato, come se la miopia si potesse applicare alla mente e non solo alla vista. Passo le notti a trovare segni del mio passato nelle altre persone e non facendo altro perché so che ogni libro letto, ogni film visto e ogni amore consumato saranno solo passeggeri. Vedo segni nelle mie cose e segni nelle case degli altri ma non capisco, non riesco a trovare una logica all'interno del disegno. Non capisco come sono arrivato a costruire tutto questo e mi domando se, in verità, io non abbia costruito affatto.