mercoledì 25 gennaio 2012

Drive

Guidare un'auto per non parlare dei propri sentimenti, è questo il senso di "Drive" di Nicolas Winding Refn. Le sequenze più agghiaccianti non sono quelle con le forchette negli occhi, le vene tranciate da rasoi affilati, pallottole piantate in fronte o teste schiacciate a calci: quelle che colpiscono di più sono le inquadrature fisse, lunghe anche una trentina di secondi, sul volto immobile del protagonista segnato da un tormento inesprimibile a parole.
Io ho quasi trent'anni e non ho la patente.

lunedì 9 gennaio 2012

Futuro

Com'è possibile arrivare a trent'anni e non accorgersene? Mi piacerebbe avere la memoria delle persone e ricordare le cose per come si sono svolte e i discorsi come battute su un testo. Invece arranco nel dare un senso al mio presente guardando un passato sfocato, come se la miopia si potesse applicare alla mente e non solo alla vista. Passo le notti a trovare segni del mio passato nelle altre persone e non facendo altro perché so che ogni libro letto, ogni film visto e ogni amore consumato saranno solo passeggeri. Vedo segni nelle mie cose e segni nelle case degli altri ma non capisco, non riesco a trovare una logica all'interno del disegno. Non capisco come sono arrivato a costruire tutto questo e mi domando se, in verità, io non abbia costruito affatto.