mercoledì 25 gennaio 2012

Drive

Guidare un'auto per non parlare dei propri sentimenti, è questo il senso di "Drive" di Nicolas Winding Refn. Le sequenze più agghiaccianti non sono quelle con le forchette negli occhi, le vene tranciate da rasoi affilati, pallottole piantate in fronte o teste schiacciate a calci: quelle che colpiscono di più sono le inquadrature fisse, lunghe anche una trentina di secondi, sul volto immobile del protagonista segnato da un tormento inesprimibile a parole.
Io ho quasi trent'anni e non ho la patente.

1 commento:

  1. ...ma in compenso parli continuamente dei tuoi sentimenti?

    RispondiElimina